Ci chiediamo mai da dove arrivano le scarpe che portiamo ai piedi, gli orecchini che pendono dal lobo o il tavolo su cui mangiamo ogni giorno? Un recente studio dell’Organizzazione dei Consumatori e degli Utenti (OCU) ha mostrato che il 42% delle persone intervistate faceva attenzione al processo di produzione dei propri capi e che il 25%, quando possibile, sceglieva brand sostenibili. Non sono ancora percentuali altissime, ma raccontano un cambio di rotta che, poco a poco, cerca di farsi spazio nell’impero delle grandi catene. La consapevolezza “green” porta a chiedersi cosa ci sia davvero dietro un “made in Bangladesh”. Ecco cinque brand che si sono ritagliati un posto sulla strada di un commercio socialmente ed ecologicamente giusto.
Inoltre, se ti interessa scoprire altri progetti e brand legati alla sostenibilità, puoi visitare il blog di El Bien Social per scoprirli.
Un guardaroba pieno di sacchi di caffè
Nel 2015 la designer Sylvia Calvo è riuscita a realizzare il suo sogno: creare il suo brand di moda. La cosa sorprendente del suo processo produttivo è che la materia prima è fatta di materiali riutilizzati, per lo più sacchi di caffè. Proprio così: quel gilet così bello color cammello, nella sua vita precedente serviva per trasportare chicchi di caffè. “Se riusciamo a vedere la bellezza nei materiali di scarto, potremo creare cose nuove con le risorse che abbiamo intorno”, afferma Calvo. I sacchi sono realizzati con una fibra naturale chiamata iuta, che non utilizza fertilizzanti né pesticidi e viene abbinata a cotone biologico e altri materiali riciclati. Propone capi da uomo e da donna, oltre ad accessori. I prezzi vanno dai 70 euro per un top ai 350 per un cappotto. Un modo bellissimo per dare un nuovo significato al lavoro delle comunità dell’America Latina che si impegnano così duramente per riempire quei sacchi.
Una casa piena di “Paletos”
No, non stiamo insultando nessuno. I pallet sono la materia prima di questa azienda che li riutilizza per dare forma a ogni tipo di arredo. Queste persone artigiane di Barcellona creano pezzi unici su commissione. Basta mettersi in contatto con loro e, dopo un primo confronto in cui la clientela spiega cosa desidera, valutano il materiale a disposizione e possono consegnare il mobile in poche settimane. Adattano il design allo spazio e alle esigenze di ogni richiesta: per questo il catalogo sul loro sito è solo un assaggio di ciò che hanno realizzato finora, perché ogni pezzo è irripetibile. Cassettiere, tavoli, cornici, fioriere, testiere del letto… Un’altra loro caratteristica: rispettano il più possibile il legno, così che il risultato finale racconti l’origine del pallet.

Scarpe, passo dopo passo
Dietro il brand Slowers ci sono l’umana María e il cane Ringo. È così che si presentano, su un piano di assoluta parità, davanti alla loro clientela. Questo marchio di scarpe non utilizza alcun materiale di origine animale nel suo processo produttivo e il centro di produzione si trova in Spagna. Slowers realizza a mano collezioni molto limitate, così chi acquista ha tra le mani un pezzo quasi unico. Propone calzature da donna e da uomo, oltre ad accessori come le sciarpe. I prezzi si aggirano intorno ai 50 euro.
Regali che arrivano dall’Africa
È stato durante un lungo viaggio in solitaria tra Asia e Oceania che Ana Marco, imprenditrice valenciana, ha trovato il modo di creare un’attività in linea con i valori etici in cui credeva. Così è nato lo shop online Miss Viajera, che propone ogni tipo di regalo, soprattutto borse, con certificazione Fair Trade. Per esempio, le borse vengono realizzate in una fabbrica in India che soddisfa tutti i requisiti che garantiscono condizioni dignitose per le persone dipendenti. Inoltre, una parte importante dei profitti della vendita dei suoi prodotti viene destinata a programmi di empowerment femminile nel nord della Tanzania.

Pietre preziose e sostenibili
L’estrazione mineraria illegale saccheggia le risorse naturali ed è una fonte costante di sfruttamento del lavoro. Una ricerca condotta nel 2018 ha rivelato che in dieci Paesi dell’America Latina esistono 2312 miniere illegali e 245 aree in cui sono stati disboscati territori e contaminati fiumi con mercurio. Un’altra stima ha calcolato che solo in Sudafrica lavorano 30.000 minatori in modo irregolare, di cui il 75% sono persone migranti senza documenti. In questo contesto è nata Nehcaa Jewlery, un brand con una certificazione che garantisce che i materiali siano stati ottenuti in modo legale e responsabile. I suoi anelli, pendenti, bracciali e spille (sia da uomo che da donna) vengono realizzati artigianalmente in un laboratorio di Estepona.
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