L’ecofemminismo è una corrente di pensiero che ci affascina perché non solo unisce due dei valori più importanti per Saigu: la lotta per l’ambiente e l’empowerment delle donne, ma offre anche una visione molto più profonda del mondo. Per capirlo meglio, in questo episodio del nostro podcast Revolución Sostenible abbiamo invitato Dina Garzón, coordinatrice dell’associazione Red Ecofeminista.
È una delle realtà, insieme a Arriba las Ramas, a cui destineremo una parte dei proventi del rossetto Vandana, l’edizione speciale in viola che abbiamo creato per la Giornata Internazionale della Donna. Crediamo che il loro lavoro sia importantissimo e per questo abbiamo voluto sostenerle con questa campagna di sensibilizzazione.
Eliminare le dominazioni
Entrambe lavorano attivamente contro il riscaldamento globale e la perdita di biodiversità, due delle sfide più urgenti per l’ambiente che Dina Garzón ci indica nell’intervista. Sono conseguenze del fatto che noi esseri umani abbiamo anteposto i nostri interessi a quelli del resto delle specie, animali e vegetali, con cui conviviamo su questo pianeta.
Infatti, “le ecofemministe hanno visto la relazione tra la dominazione degli uomini sulle donne e sulla natura”, dice Dina, e spiega che questo movimento promuove l’eliminazione di qualsiasi tipo di dominazione, che sia legata a etnia, classe sociale, orientamento sessuale, genere e, naturalmente, anche specie. Per questo ci racconta che “l’ecofemminismo non è la semplice unione tra ecologismo e femminismo, ma una fusione tra due concetti che si completano”.
Per quanto riguarda la condizione delle donne, da Red Ecofeminista condividono tutte le battaglie dell’ultima ondata rivendicativa nata dal “me too” contro le molestie sessuali, ma vanno oltre. Questa associazione punta a eliminare ogni forma di sfruttamento delle donne e ciò include la prostituzione o la gestazione per altri.
La priorità ambientale
Sono molto soddisfatte che ci sia stata questa crescita di visibilità del femminismo, sia quella spinta dagli Stati Uniti, sia quella “di casa” nata con casi come quello de La Manada. Certo, resta ancora molto da fare, ma almeno la conversazione è sul tavolo. Invece la situazione dell’ambiente le preoccupa moltissimo.
“Per chiunque sia ecofemminista, ecologista o animalista, in questo momento l’emergenza climatica insieme alla perdita di biodiversità è una questione di vita o di morte”, ci racconta Dina Garzón nella chiacchierata, e ci dà anche indicazioni su cosa possiamo fare, ognuna e ognuno di noi, per ridurre il problema. Ti invitiamo ad ascoltare l’intervista completa nel nostro podcast Revolución Sostenible e a unirti alla nostra campagna solidale con il Rossetto Vandana.
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