Quanti capi nuovi compri al mese? E all’anno? Quanti ne butti o doni? Quante volte lavi quei capi tra quando li compri e quando li butti? Sono gesti banali, ma messi insieme e moltiplicati per i miliardi di persone che abitano il pianeta fanno sì che l’industria tessile sia tra le più inquinanti. Per contrastarlo, si è affermata con forza la versione sostenibile della moda e, per parlarne, abbiamo invitato al podcast Revolución Sostenible Gema Gómez, una delle massime esperte in Spagna.
Ma è evidente che Gema non ha iniziato la sua carriera nella moda direttamente dalla sostenibilità. Anzi, ha dovuto confrontarsi con il lato più oscuro di questa industria per prenderne consapevolezza e decidere di cercare un’alternativa. Quando lavorava per grandi multinazionali e viaggiava in Asia per visitare i fornitori, ha potuto vedere con i propri occhi l’inquinamento: «i fiumi della zona avevano una specie di schiumetta e quando mangiavamo pesce mi chiedevo quali conseguenze avrebbe sulla salute delle persone che vivevano lì», racconta.
Il percorso della sostenibilità
La sua presa di coscienza non è stata improvvisa, ma un percorso. Ha iniziato a leggere informazioni (soprattutto in inglese, perché in spagnolo ancora non se ne parlava) e, poco a poco, si è resa conto che non voleva più continuare a prendere parte a quell’industria in quel modo. E da lì è nato ciò che oggi è Slow Fashion Next, una scuola di imprenditoria nella moda sostenibile.
Inoltre è comunicatrice e docente in diverse università e da lì si dedica a divulgare sugli effetti devastanti che questa industria sta generando: "I tessili sono la quarta causa di maggiore pressione ambientale in Europa", e racconta che la produzione non solo non diminuisce, ma peggiora, perché "siamo passati da 50 miliardi di capi l’anno a 100 miliardi di capi l’anno".
La responsabilità di chi consuma
Ma certo: tutto questo non succederebbe se prendessimo davvero coscienza di cosa significa comprare diversi capi d’abbigliamento ogni settimana/mese/anno: "Una maglietta, che sono 250 grammi di cotone, ha richiesto per essere prodotta 2.700 litri d’acqua, cioè quanto beve una persona in 3 anni", ci spiega Gema, e questo senza nemmeno parlare del suolo, dei pesticidi usati per la coltivazione, dei coloranti inquinanti che poi finiscono nei fiumi, ecc...
Il problema più grande è che le grandi aziende nate nel XX secolo venivano costruite attorno a un prodotto interno lordo (PIL) che, in teoria, cresce costantemente. Ma è un’idea illusoria: “viviamo su un pianeta che ha dei limiti. Come possiamo creare aziende con una crescita infinita su un pianeta finito?”, si chiede Gema, indignata, nell’intervista.
Per questo lei ci invita a scoprire le iniziative di moda sostenibile, a “innamorarci delle storie” delle sue imprenditrici (un’industria a forte presenza femminile) che ci mettono anima, energia e creatività per creare capi rispettosi dell’ambiente ed evitare, come dice Gema in Revolución Sostenible, che “per cambiare vestiti tutta la settimana non lascerò un futuro a mio figlio”.
3 commenti
http://mewkid.net/when-is-xuxlya2/ – Dosage For Amoxicillin 500mg Amoxicillin 500 Mg psa.kwvl.saigu.es.xyt.gt http://mewkid.net/when-is-xuxlya2/
AbURQGfW
qinhRGVKxz
Lascia un commento